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Due
edifici in un bosco di pini silvestri e larici.
A 1600 m di quota nel Parco Naturale Regionale Orsiera Rocciavrè, in Val
Chisone, che ha ospitato le Olimpiadi Invernali del 2006, a 80 km da Torino.
Due
edifici definiti di volta in volta "maestosi", "ciclopici", "suggestivi" da chi
per la prima volta giunge dal basso: « (...) Siamo paurosamente in alto.
Milleseicento metri sopra il livello del mare (...). È stata infatti una bella
arrampicata. Ti posso dire che ho avuto paura. Milleseicento metri, se ho fatto
bene il conto, press'a poco cinquemila piedi. In vita mia non ero mai salito
così in alto." E per curiosità Castorp prese come assaggio un profondo
respiro di quell'aria ignota. Era fresca... e basta... "Squisita",
osservò cortesemente.» .
Le parole
di Thomas Mann, nell'opera La montagna incantata, aiutano a entrare nel
luogo, nel clima delle origini e di buona parte della storia di Pracatinat: è
un romanzo ispirato da una breve permanenza dell'autore in un sanatorio
svizzero di cui ne descrive il microcosmo. Rileggere oggi questo romanzo e
guardarsi intorno dentro e fuori gli edifici, così come sono ora, in cui
colpisce leggere su un vetro "è vietato uscire con le pantofole", riporta
indietro, alle funzioni che per circa 50 anni gli edifici hanno assolto: un
luogo di cura e convalescenza per malattie polmonari utilizzato fino agli anni
'80 e da 20 anni convertiti a ciò che Pracatinat è oggi.
Un
ambiente ricco di natura, di cultura e di storia. Nel bosco, gli alberi fanno un effetto strano. Entrando ci si
meraviglia. Viene l'impulso di catturare i colori nascosti e il sole tra le
chiome. Una volta un bimbo ha detto che gli alberi sembravano "appesi dal
cielo"! Camminando, il bosco s'infittisce sempre di più e c'è sempre qualcuno
che chiede "ma dove sono gli animali?": i caprioli, i cervi, gli scoiattoli e,
in volo, le aquile e le poiane.
Lontano
si vedono case, alcune dei pastori che ancor oggi, in estate, raggiungono i
pascoli dalla pianura. E due villaggi
alpini, Pequerel e Puy, che richiamano alla
memoria sapori antichi. Chi li visita, magari con gli occhi un po'
socchiusi, immagina la gente che viveva
in quelle case, tra quei muretti a secco.
Con
mezz'ora di passeggiata si raggiunge Prà Catinat, da cui il complesso edilizio
e il laboratorio prendono nome: un enorme prato che ha ospitato alla fine del
1600 un accampamento, base e attesa di
dure battaglie per le truppe del Maresciallo francese Catinat. Sempre a due
passi da Pracatinat, e sempre appartenente alla storia militare, l'imponente
fortificazione alpina di Fenestrelle, la più grande d'Europa, con un'estensione
di 1.300.000 mq. Un'opera colossale avviata nel 1728 e che svolse per oltre due
secoli funzioni diverse: fu carcere di stato e importante prigione politica;
luogo di pena francese durante l'occupazione napoleonica; campo di
concentramento dei soldati papalini e napoletani catturati dai piemontesi a
metà ‘800 e infine teatro della resistenza partigiana.
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